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Siliquastro (Cercis siliquastrum)
Apri questo link e guarda come l´autodromo erode il parco.
il 20° compleanno
antefatti
nascita del comitato
gli anni 1995/96/97
 
Festeggiamo vent'anni di attività in difesa del Parco e lo facciamo regalando 5000 segnalibri, sperando che siano lo spunto per riflettere su un luogo familiare per molti di noi, dove andiamo a divertirci con gli amici, fare sport, passeggiare, leggere un libro... ma che raramente consideriamo come la casa di pettirossi, codibugnoli, volpi, conigli, scoiattoli, rane, aironi etc. in fondo loro sono i reali padroni di casa e di un ambiente sano hanno bisogno per sopravvivere. Di molte specie sono rimasti oramai pochi esemplari, fortunatamente protetti dalle mura del Parco che creano un'oasi naturale unica ma molto fragile, e vorremmo con questi segnalibri dare voce a chi non ce l'ha: ciao sono il pettirosso e la mia casa è il tuo Parco! Conoscimi, amami e proteggimi! Quest’ ultima esortazione la aggiungeremo nella prossima edizione dei segnalibri, che grazie alle spettacolari e amorevoli nuove foto di Edoardo Viganò continuerà anche l'anno prossimo.

Il Comitato Parco è nato nel 1994 battendosi vittoriosamente affinchè 561 alberi non fossero sacrificati alle esigenze della F1. Nel 2011 ci siamo battuti contro l'insensato progetto del distributore di carburanti all'interno del Parco tra la piscina e il campeggio. Continueremo a lavorare coniugando la protesta con la proposta, non per essere una spina al fianco degli amministratori, ma uno stimolo ad agire per il bene collettivo, promuovendo l'idea che il Parco e l'ambiente in genere sono il vero patrimonio che lasceremo alle future generazioni, per la nostra e loro salute e benessere.


In occasione del 20° compleanno del Comitato è stata indetta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato le più importanti testate locali.

Leggi il comunicato stampa     Guarda i segnalibri     Guarda un estratto del video

Scarica i segnalibri in:   alta   bassa   definizione

Leggi gli appunti di Matteo Barattieri sugli animali dei segnalibri: Guarda le foto degli animali in alta risoluzione:
1841     pianta del Parco nel 1800copertina opuscolo

«Tutti i nazionali e stranieri visitatori del Parco Monzese ammirano il Bosco Bello ed in nessun altro parco sì d’Italia che dell’oltremonte asseriscono aver giammai incontrato una selva sì maestosa con una serie di viste sì sorprendente. Crescono d’assai i pregi di questo bosco per chi sappia che sino dal secolo XIV egli godeva di storica fama.»
G.A. Mezzotti "Passeggiata nel Real Parco di Monza".
1922     pianta del Parco attuale - zona autodromo

«Noi fummo e siamo sempre contrari all’autodromo nel parco perché, costruendo in esso la pista, si arriverà un giorno non molto lontano alla sua completa deturpazione... Tanti alberi tagliati, altrettanti trapiantati. Ma chi ci crede più?»
Il Cittadino, 22 giugno 1922


Nel gennaio del 1922 la decisione di costruirlo. Sull’ubicazione dell’impianto si fanno parecchie ipotesi: dalla brughiera di Gallarate, dove oggi c’è l’aeroporto della Malpensa, all’area della Cagnola, allora periferia di Milano. Infine la scelta cade sul Parco cintato di Monza. Per la realizzazione dell’autodromo si costituisce, in seno all’ACI di Milano, la SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport). Pochi giorni dopo la posa della prima pietra (fine di febbraio) il sottosegretario alla Pubblica Istruzione ordina la sospensione dei lavori per motivi di "valore artistico, monumentale e di conservazione del paesaggio". Alla fine del mese di aprile si arriva a un compromesso: l’autodromo si fa, ridotto a 10 km., su un’area di 340 ettari. Il 15 maggio riprendono i lavori sotto la guida di Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro e, il 28 luglio, Pietro Bordino e lo stesso Nazzaro, a bordo di una FIAT 570, effettuano il primo giro di pista ufficiale.
1925     disegni del progetto dell'Ippodromo, studio arch.ing. Paolo Vietti Violi - Milano, ottobre 1923

Su progetto dell’arch. Paolo Vietti Violi, nello spazio compreso fra le ville Mirabello e Mirabellino, venne realizzato un ippodromo che disponeva di due piste e di due tribune in legno in stile Liberty – l’inaugurazione avvenne il 22 marzo 1925. Rispetto al dissenso suscitato dalla costruzione dell’autodromo, il nuovo impianto fu accolto con maggior favore perché giudicato compatibile con l’ambiente in cui si inseriva.
L’ultima corsa, il Grande Cross Country di Monza, fu disputata nel 1976.
Il 22 gennaio 1987 un incendio distrusse quel che rimaneva delle tribune. Le cause dell’incendio non sono state accertate.
1973     CINQUANT'ANNI DOPO...     raduno all'interno del Parco - auto parcheggite

Il 20 maggio 1973 il WWF e l’AGESCI di Monza organizzano un raduno all’interno del Parco per manifestare contro la motorizzazione dell’area verde - all’epoca le auto potevano liberamente entrare e parcheggiare sui prati.

Contemporaneamente, sulla pista dell’autodromo si svolgeva la gara motociclistica del Gran Premio delle Nazioni durante la quale – alle 15.05 – avvenne l’incidente in cui morirono Renzo Pasolini e Jarno Saarinen.
1977     stralipamento del Lambro in via Aliprandistralipamento del Lambro in via Zanzi incrocio con via Annoni

Operazione: "LAMBRO PULITO"

WWF e AGESCI decidono di organizzare un’operazione di pulizia delle rive del fiume con queste motivazioni:



  • rispondere all’emergenza dovuta all’alluvione dell’autunno 1976;
  • organizzare una manifestazione che avesse lo scopo di denunciare alle autorità competenti i problemi dell’inquinamento idrico e ambientale del territorio del Parco di Monza;
  • sensibilizzare e coinvolgere i cittadini riguardo ai problemi della tutela ambientale non solo a "parole", ma attraverso l’esperienza diretta di partecipazione popolare stabile e aggregante
Tutti questi motivi erano riassunti nello slogan della manifestazione: "Anche il Parco è tuo".
1978     Gianni Brera alla macchina da scrivere

«Non ti perdono gli alberi abbattuti a migliaia per un autodromo che mai avremmo dovuto costruire nel solo parco degno che ci resta, c’erano tanti terreni brulli o umidi da riscattare e nobilitare.
Nossignori, si è sconciato il Parco di Monza. Sacrilegio e pistolaggine»

Gianni Brera, giornalista sportivo e scrittore.
 
1978     

DAL 1° OTTOBRE PARCO DEMOTORIZZATO!
«Non par vero di esserci riusciti. Anni di lotta, di speranze, di disillusioni e finalmente il risultato: via le macchine dal Parco. Ne siamo felici anche se è solo un inizio. Altri seri impegni ci attendono in questa “lotta di liberazione”.»

Il Quartiere, periodico di informazione per un quartiere libero, ottobre 1978

L’entusiasmo è destinato a spegnersi, le macchine tornano periodicamente a invadere l’area verde e solo di recente ai trasgressori vengono comminate sanzioni.
(auto parcheggiate)
1979     

OLOCAUSTO NEL PARCO DI MONZA
Approfittando del sonno morale di partiti, Regione, Sovrintendenza, associazioni varie e del silenzio dei cittadini monzesi sono stati sterminati:

  • 4   ippocastani
  • 71  querce
  • 22  platani
  • 27  carpini
  • 26  tigli
  • 8   aceri
  • 45  olmi
  • 212   robinie
Non solo. Secondo il pretore di Monza Giuseppe De Luca i 7 box in via di ultimazione – box di cui prima non vi era traccia – non sono "nuove costruzioni" ma “ristrutturazioni” e per questa ragione non si può parlare di violazione dell’art. 21 del Piano Regolatore Generale

(guarda le foto della devastazione).

La tracotanza della SIAS ha vinto ancora una volta.
1980     
MOLINO DEL CANTONE

Molino del Cantone         telegramma di protesta


Nel mese di luglio, venute a conoscenza di una proposta della Giunta (2 aprile 1980) di assegnare alla Società Calcio Monza il Molino del Cantone, un gruppo di donne organizza una raccolta di firme di cittadini monzesi – su cartoline con l’immagine dell’edificio – per impedire “l’ennesimo esempio di privatizzazione”. Insieme alla protesta viene presentato un progetto di utilizzo consono al tipo di edificio legato ai mestieri dell’uomo che la società industriale presto catalogherà fra le abilità perdute.

«La nostra posizione critica nei confronti delle scelte dell’Amministrazione Comunale è maturata negli anni e si è rafforzata tutte le innumerevoli volte in cui la politica di privatizzazione è stata privilegiata fino a divenire una connotazione precisa della realtà monzese. Ci siamo rese conto che questo tipo di scelta è essenzialmente dovuto ad una incapacità di gestire direttamente strutture, quando esistono, e servizi che siano di interesse sociale, quando non si tratti piuttosto di precisa volontà politica.»
(leggi il documento)

1985 - 87     

Nel 1985 nasce il progetto, promosso da aderenti al WWF, Legambiente e AGESCI, di creare nel Parco di Monza un Centro di Educazione Ambientale dedicato a studenti di vario ordine e grado.
Il progetto strutturato in dettaglio – che in origine prevede come sede la Cascina Cernuschi – si realizza nel 1987 e prende il nome di CREDA (Centro di Ricerca Educazione e Documentazione Ambientale) con sede in Villa Mirabello.
Attualmente del progetto originario è rimasta attiva la Biblioteca Comunale del Parco in Villa Mirabello, intitolata a Bruno Di Tommaso, una delle colonne portanti delle battaglie per l’ambiente a Monza.
 
1994     

Gran Premio di San Marino (Imola), muoiono due piloti:

                            Roland Ratzemberger durante le qualifiche del 30 aprile
                            Ayrton Senna durante la gara del 1° maggio


L’11 settembre è in programma il Gran Premio di Monza:
si apre il dibattito sulla sicurezza del circuito.
Giorgio Beghella Bartoli
Responsabile tecnico autodromo......
«La pista è sicura, nessuna modifica.»
Corriere della Sera, 3 maggio 1994

Enrico Ferrari
Direttore dell’Autodromo...................
«Parliamoci chiaro: è la macchina che deve adattarsi al circuito, non viceversa.»
Il Cittadino, 5 maggio 1994

DUE PERIZIE SULL’AUTODROMO
Corriere della Sera, 5 maggio 1994

Sottotitolo:
Gli esperti concordano:
«Il circuito va bene, sono i bolidi troppo potenti.»
l’Indipendente, 20 maggio 1994
A turno sono stati sentiti i responsabili. Barbazza, pilota, ha sottolineato che «le piste non c’entrano niente, sono le macchine a creare incidenti».
Beghella Bartoli, direttore delle gare, «sono stati gli interessi forti a portare la tecnologia delle vetture a una situazione estrema.»
Un mese dopo cambiano idea...

GRAN PREMIO: GIÙ GLI ALBERI
SPRINT ECOLOGISTA: «IL PARCO NON SI TOCCA»
l’Unità
, 18 giugno 1994


LA REGIONE SALVA LA F1
OK ALLE VIE DI FUGA A TUTTA FORZA
l’Avvenire
, 24 giugno 1994

...é arrivato il momento di intervenire in prima persona.

Lunedì 27 giugno 1994

In Consiglio Comunale distribuzione a tutti i Consiglieri del volantino

C’era una volta il Bosco Bello...

... ma negli anni ’20 inizia la sua inesorabile agonia con l’abbattimento di 340 ettari di patrimonio arboreo per la costruzione dell’autodromo.

La devastazione prosegue nel 1930, nel 1933 (in questi anni altri 109 ettari sono concessi a privati per realizzare il Golf Club Milano), nel 1946... le altre date sono recenti e le affidiamo alla vostra memoria di amministratori del bene pubblico.

Ora, quando si dovrebbe piantare un albero per ogni bambino nato, abbiamo saputo che progettate di distruggere più di 500 alberi – 80% piante secolari e pregiate, tutto ciò che resta dell’antico Bosco Bello – per rincorrere un malinteso progresso tecnologico che niente ha a che vedere con il bene comune.

Noi siamo qui per ripetervi la domanda che un nativo americano fece al Presidente Nixon:


Quali visioni offrite ai bambini di oggi affinché possano desiderare l’arrivo del domani?

Lettera firmata a sindaco assessori e consiglieri.


Duello all’ultimo albero...

MONZA: ALBERI SECOLARI
SACRIFICATI PER IL CIRCUITO

La Repubblica, 28 giugno 1994

dal quotidiano "LA REPUBBLICA"

vignetta di Giuliano

LOTTA STILE GREEN PEACE
GLI AMBIENTALISTI DI MONZA CONTRO IL TAGLIO DEL BOSCO BELLO
Corriere della Sera, 29 giugno 1994
giovedì 30 giugno 1994
Volantinaggio al mercato e raccolta firme

Nello stesso giorno una lettera di protesta contro l’abbattimento degli alberi firmata da sette parlamentari viene inviata al Presidente della Regione Lombardia: Paolo Arrigoni.

scrivono al Presidente della Regione Lombardia ed al Sindaco di Monza

venerdì 1 luglio 1994
Dal Ponte dei Leoni viene srotolato uno striscione lungo circa 200 metri sul quale sono disegnati 560 alberi numerati preceduti e seguiti dalla scritta

NEL PARCO DI MONZA 1 2 3 4 5 6 7… RISCHIANO DI ESSERE ABBATTUTI

fino a circondare il Palazzo Comunale
guarda le immagini della manifestazione
 


LA GIUNTA «FARÀ IL POSSIBILE» PER IMPEDIRE IL DISBOSCAMENTO NEL PARCO
SALVI I 560 ALBERI. TUTTI?
LA DETERMINAZIONE DEVE FARE I CONTI CON REGIONE E SIAS
Il Giorno, 2 luglio 1994


MONZA, L’AUTODROMO «SILURA» LA GIUNTA
"LA MAGGIORANZA NON HA OSSIGENO SUFFICIENTE A STARE IN PIEDI"
Corriere della Sera, 5 luglio 1994


GIÙ GLI ALBERI PER LEGGE
REGIONE PRONTA AD AUTORIZZARE IL TAGLIO DEL BOSCO
Corriere della Sera, 6 luglio 1994


LA SIAS RINUNCIA ALLA RICOSTRUZIONE DELLA TRIBUNA ALLA SECONDA CURVA DI LESMO
AUTODROMO, COMPROMESSO SUL TAGLIO DEL BOSCO BELLO
Corriere della Sera, 7 luglio 1994

Dopo la dura presa di posizione della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, anche il Corpo Forestale dello Stato ha espresso parere negativo sull’abbattimento degli alberi, non ritenendo ipotizzabile la pubblica utilità dell’intervento.

GLI AMBIENTALISTI CONTRO L’AUTODROMO
Corriere della Sera, 18 luglio 1994

Quattrocento ambientalisti hanno pacificamente manifestato ieri contro l’Autodromo di Monza concludendo la loro protesta legati tutti assieme alle piante del Bosco Bello (dietro la tribuna di Lesmo) che dovranno essere abbattute se mercoledì la Regione approverà la "leggina" che le condanna per far posto alle vie di fuga chieste dai piloti di Formula 1 per correre il Gran Premio d’Italia in programma l’11 settembre.

GRAN PREMIO NUOVO RINVIO
SLITTA LA "LEGGINA" PER SALVARE LA GARA DI FORMULA 1
l'Avvenire, 21 luglio 1994


MOTORI ACCESI AL PIRELLONE
VIA LIBERA DELLA REGIONE AL GRAN PREMIO DI MONZA
l'Avvenire, 27 luglio 1994


PRIMO VETO SUL GRAN PREMIO
LA SOPRINTENDENZA: «È INAMMISSIBILE IL TAGLIO DEGLI ALBERI»
Corriere della Sera, 28 luglio 1994


IL MINISTERO DEI BENI CULTURALI BOCCIA LA DECISIONE DELLA REGIONE LOMBARDIA
A MONZA VINCONO GLI ALBERI
«DUE LEGGI TUTELANO IL PARCO E LA VILLA: PERCIÒ NON AUTORIZZEREMO IL TAGLIO DEL BOSCO»
Gazzetta dello Sport, 29 luglio 1994


L’ULTIMA PAROLA SPETTA AL CONSIGLIO DEI MINISTRI LA DECISIONE DEL RESPONSABILE DEI BENI CULTURALI PUÒ ESSERE SCONFESSATA SOLO DAL GOVERNO

SI CERCA IN MODO FRENETICO UNA SOLUZIONE PER POTER SALVARE IL GRAN PREMIO D’ITALIA
MONZA UNA PICCOLA VIA D’USCITA
Gazzetta dello Sport, 3 agosto 1994

«... per mantenere gli standard di sicurezza richiesti dai piloti abbiamo calcolato che dovranno essere abbattuti circa 50 alberi di cui solo una ventina pregiati.»

GLI ALBERI DA SACRIFICARE SONO 100
A SOLI 38 GIORNI DALLA CORSA DI F1 SI RICOMINCIA PRATICAMENTE DACCAPO
Il Giorno, 4 agosto 1994


«BERLUSCONI MI FA AMMATTIRE» E SUA MAESTÀ ECCLESTONE CI RIPENSA
BASTERÀ IL SACRIFICIO DI 10 ALBERI
VARIANTE FISSA ALLA PRIMA CURVA: UNA FORMULA CHE ACCONTENTA TUTTI?
Il Giorno, 15 agosto 1994


domenica 11 settembre 1994
Manifestazione nel Parco durante lo svolgimento del Gran Premio


Gli alberi abbattuti sono stati 24

venerdì 13 novembre 1994
Costituzione del Comitato per il Parco Bosco Bello


il vecchio logo del Comitato

Conferenza stampa di presentazione del Comitato.

conferenza stampa per la presentazione del comitato
 

Per concludere, un titolo della Brianza, 20 novembre 1998:
Enrico Ferrari, direttore dell’autodromo:

scrivono al sindaco di Monza
   1995
 
taglio alberi al Albert Park di Melbourne 27 giugno 1995     

Attraverso David Newman di Greenpeace il Comitato entra in contatto con il "Save Albert Park", un’associazione di cittadini nata nel dicembre 1993 e impegnata nella difesa del grande parco di Melbourne invaso dal circuito automobilistico con l’obiettivo di recuperare il parco all’uso pubblico.
SI RICOMINCIA A PARLARE DI GRAN PREMIO E LA STORIA SI RIPETE:
TAVOLO DI GUERRA PER L’AUTODROMO
il Giorno, 2 luglio 1995
PER «OBBEDIRE» ALLA FIA
La delibera recita «Adeguamento del tracciato e delle strutture alle prescrizioni FIA, approvazione del progetto e provvedimenti conseguenti,»
[… ..] All’origine delle dimissioni di Maurizio Antonietti la proposta di realizzare una variante al Prg vigente per mutare la classificazione della zona interessata da zona M (verde pubblico) a zona F (attrezzature sportive). Un provvedimento che ha fatto rabbrividire l’Assessore all’Urbanistica e lo stesso Leonardo Benevolo, titolare di un piano che, al contrario, vincola l’area del Parco assimilandola alla stessa disciplina del centro storico.
PING-PONG SULL’AUTODROMO
il Corriere della Sera, 7 luglio 1995
IL GOVERNO SCARICA ALLA REGIONE LA GRANA DEL TAGLIO DEGLI ALBERI
Niente permessi alle motoseghe, almeno per ora: il Consiglio dei Ministri, ieri sera, ha rispedito al mittente il “protocollo di intesa” tra Regione e Comuni di Monza e Milano che avrebbe dovuto convincere i Beni Culturali ad autorizzare il taglio di 185 piante ai margini dell’autodromo di Monza.
APPROVATO NELLA NOTTE TAGLIO DEGLI ALBERI ALL’AUTODROMO DI MONZA
albero condannato il Corriere della Sera, 27 luglio 1995
[……] a mezzanotte e 40, il Consiglio Regionale ha approvato la legge che, da una parte, supera i vincoli regionali e autorizza l’abbattimento 185 alberi per le modifiche alla pista, dall’altra prevede un piano di recupero del Parco e lo finanzia con dieci miliardi (Legge Regionale 31 luglio 1995, N.40 – Programma triennale per la manutenzione e riqualificazione del Parco di Monza e disposizioni speciali per lo svolgimento del Gran Premio).
CADONO I PRIMI ALBERI
OPERAZIONE SALVA- GRAN PREMIO
I primi alberi sono sono caduti ieri al Curvone: 20 roveri e 63 robinie da smaltire nei prossimi giorni assieme alle 5 robinie della variante della Roggia e al bosco di Lesmo, la zona più bella con i suoi 60 roveri, 6 querce rosse, 12 abeti, un castagno, un acero, un carpino e 16 robinie.
Atos Scandellari a Londra 30 settembre 1995     

Atos Scandellari, in rappresentanza di Lega Ambiente e del Comitato per il Parco, partecipa insieme al Save Albert Park alla manifestazione di protesta davanti agli uffici di Bernie Ecclestone a Londra.
4 ottobre 1995     

Arrivo a Monza di quattro rappresentanti del Save Albert Park di Melbourne ospiti del Comitato. Dal discorso di Diana Burley durante la conferenza stampa:
«Anche se viviamo in paesi così lontani, geograficamente e linguisticamente, siamo molto vicini per alcune cose fondamentali. Per esempio siamo consapevoli che i parchi rappresentano un bene pubblico, che non dovrebbero essere usati a scopi commerciali, che dovrebbero essere curati e protetti e nessuno dovrebbe pensare di utilizzarli come sede di gare automobilistiche».
PERCHE' GLI AUSTRALIANI PROTESTANO A MONZA
Come gli italiani gli australiani amano lo sport. Ma il Gran Premio di Formila 1 in Australia, che ha luogo nell'Alberg Parck di Melbourne, danneggia l'ambiente e svia i fondi pubblici dai servizi essenziali.
L'accordo con Bernie Ecclestone, il capo della F1, ha avuto come conseguenza:
  • la trasformazione di un parco pubblico in una pista per corse automobilistiche
  • l'abbattimento di oltre mille alberi
  • la costruzione di enormi box a tre piani lunghi 250 mt in mezzo al parco
  • un danno permanete all'ecosistema del parco e all'ambiente.
Noi siamo a Monza per:
  • rendere gli italiani consapevoli della distruzione di un parco pubblico in Australia
  • chiedervi di boicottare il GP d'Australia
  • chiedervi di boicottare Quantas Airlines (sponsor)
  • dimostrare disapprovazione a Bernie Ecclestone (FOCA, 6 Princes Gate, London SW7 1QJ, UK).
SAVE ALBERT PARK


 

   1996

 
la manifestazione di Melbourne5 marzo 1996     

Partenza di un nostro rappresentante per Melbourne per partecipare ad una manifestazione di protesta di Save Albert Park contro le devastazioni provocate dall'autodromo.

   1997

 
Antonio Cedernail nuovo logo del ComitatoFebbraio 1997     



Il comitato prende il nome di "Antonio Cederna", nostro sostenitore ed amico, scomparso il 27 agosto 1996.
PERCHE' IL COMITATO PER IL PARCO E' DEDICATO AD ANTONIO CEDERNA
 
  • Perchè è stato un uomo di grande cultura, un giornalista attento e scrupoloso, sopratutto per quanto riguarda i problemi ambientali.
  • Perchè ha dichiarato guerra ai vandali dell'epoca moderna, al malcostume sociale e politico, restituendo dignità alla legge e alla cultura, misurando così la civiltà del nostro paese.
  • Perchè affermava che ogni angolo del territorio è prezioso e insostituibile quale che sia la sua consistenza storica e naturale, Gorgonzola come Venezia.
  • Perchè sosteneva che la questione italiana è una questione di attualità permanente ed è un imperativo categorico aiutare la gente a rivendicare i propri diritti elementari e condizioni ambientali meno inumane in città, al lavoro, nelle campagne, a scuola, nei luoghi di tempo libero.
  • Perchè affermava che non esiste progresso civile ed economico senza politica ambientale ed ecologica.
  • Perchè era intransigente contro i "nuovi vandali" e lascia il testimone a tutti noi per lottare nel contingente e seguire i suoi insegnamenti.
Timothy MarshallFebbraio 1997     

Timothy Marshall, uno dei dirigenti del Central Park di New York, accetta l'invito di venire a Monza nostro ospite. Nel 2002 è tornato fra noi per quattro giorni nel mese di novembre.
In bicicletta nel Parco con Timothy Marshall.

 
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 Via Raiberti 5, 20900 Monza (MB) - tel 039 382147
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