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il pubblico affolla la sala
Alla presenza di un pubblico attento, si è svolto il convegno "SOS alberi - piani di intervento sui boschi del Parco di Monza". Argomento della serata i lavori forestali che stanno interessando alcune zone boschive del nostro Parco. È stato il nostro Comitato a volere e ad organizzare la serata, sull'onda delle tante richieste di chiarimenti e di informazioni a noi pervenute.
Dopo decenni di incuria, e di devastazioni legate ad impianti non compatibili, i boschi in area autodromo sono particolarmente sofferenti. Viene dato atto all'Amministrazione Parco degli sforzi compiuti recentemente per arginare il fenomeno del deperimento dei boschi, attraverso interventi di manutenzione che, al fine di produrre i frutti sperati, devono pero' essere costanti nel tempo. Il Comitato è quindi grato all'Assessore al Parco, P. Maffè, per gli impegni pubblicamente presi nell'occasione. L'Assessore ha assicurato che sulle aree oggetto dei recenti pesanti interventi non ci dovrebbero essere mire espansionistiche da parte della SIAS - la quale peraltro non ha nascosto la sua contrarieta' agli interventi stessi - e che verra' espressamente chiesto al Consorzio di stanziare gli opportuni finanziamenti atti a garantire continuità nella manutenzione del patrimonio arboreo del Parco.
Il primo relatore, il dottore forestale M. Cereda, ha spiegato i motivi che stanno all'origine degli interventi ai boschi, in attuazione della Legge Regionale 40 del 1995 sulla riqualificazione del Parco. Il Parco e' diviso convenzionalmente in 75 particelle, aree che sono state quindi oggetto di manutenzione di tipo "forestale", ovvero eliminazione degli alberi compromessi e piantumazione di giovani pianticelle - nella misura di 1600/ha - con speranza di sopravvivenza del 50%. Questo tipo di manutenzione e' stato preferito perchà già ampiamente sperimentato e ritenuto dal relatore in linea con l'ecosistema stesso dei boschi.
Il secondo relatore, l'agronomo C. Corazzin - attualmente responsabile degli interventi ai boschi in area autodromo - ha a sua volta spiegato le motivazioni che stanno alla base della decisione, condivisa con i tecnici del Parco, di procedere al drastico taglio a raso delle particelle 10, 22 e 23. I decenni di totale incuria di quelle aree hanno portato ad un depauperamento tale del terreno che anche gli alberi che paiono stabili in realtà sono destinati a non durare a lungo. E' questo indubbiamente un tipo di intervento innovativo e mai attuato nel Parco che prevede, dopo il taglio a raso, un'importante concimazione del terreno e successivamente la piantumazione di 375 alberi per ettaro, alberi già di alcuni anni per i quali si prevede una sopravvivenza del 90%, sopravvivenza ovviamente legata anche alla manutenzione successiva che prevede un impianto di irrigazione a goccia per ogni albero. A conti fatti, le parti in causa hanno quindi optato per questa soluzione che, seppur non priva di incognite, dovrebbe però garantire una maggior longevità delle aree considerate. Previsione di termine lavori: primavera 2010.
Il responsabile dei boschi del Parco, A. Sanvito, che sta collaborando con l'agronomo Corazzin, conferma lo stato estremamente precario delle particelle oggetto dei tagli a raso, con grave pericolo anche per i fruitori del Parco. Prima di optare per questa soluzione, si è a lungo discusso all'interno dell'Amministrazione Parco, esaminando gli aspetti tecnici ed economici. In ogni caso, qualsiasi tipo di intervento necessita di successive opere di manutenzione (e di relativi finanziamenti) che ne assicurino adeguata continuità.
L'agronomo G. Buizza, che ha lavorato come consulente del Parco della Valle del Lambro, ha espresso alcune perplessità in merito ad un intervento così innovativo, spiegandone le ragioni. Anche nei boschi "costruiti" dall'uomo devono convivere, come in natura, alberi vecchi, giovani e sottobosco. Poiche' gli interventi di tipo "forestale", sino ad ora attuati all'interno del Parco, si sono rivelati soddisfacenti, il relatore ha proposto di attuare l'intervento di tipo forestale in una di queste particelle in area autodromo, in modo da avere un termine di paragone. Ha ribadito anche l'importanza di ripristinare la commissione tecnica che aveva consentito di coordinare le scelte dei tecnici quando si erano decisi i lavori a seguito della Legge 40.
Ha preso quindi la parola l'architetto del paesaggio G. Gibelli, la quale ha lamentato una mancata informazione preventiva. In realtà l'Amministrazione Parco, prima di intervenire, aveva convocato le associazioni ambientaliste per illustrare il progetto. La riunione si e' svolta alla presenza, tra gli altri, del Comitato Parco, e gli interventi sono stati illustrati e spiegati nei dettagli.
Al termine del convegno e' stato proiettato un filmato dal titolo eloquente: "da Gran Premio a Gran Parco" realizzato dal webmaster A. Capra, filmato che ha riscosso l'ammirazione dei convenuti.
scarica la relazione tecnica       le foto       il filmato "da Granpremio a Granparco"
 Via Raiberti 5, 20900 Monza (MB) - tel 039 382147
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