vai alla pagina home
vai alla pagina del chi siamo
vai alla pagina dei contatti
vai alla pagina dele nostre campagne
il parco di monza (carta d'identità)
vai alla pagina della storia del Parco
vai alla pagina che ti illustra la natura nel parco
vai alla pagina dello statuto
vai alla pagina della bibliografia
vai al sito del Comitato "la Villa Reale Ŕ anche mia
il nostro album dei ricordi
vai alla pagina dei documenti
vai alla pagina degli eventi
ROCCOLO: una storia lunga 200 anni

con il contributo di:Patagonia





Il Comitato per il Parco si è di recente attivato presso aziende private alla ricerca di finanziamenti da destinare al patrimonio ambientale del Parco.
Una risposta positiva è giunta dall'azienda statunitense Patagonia, con casa madre in California e sedi sparse in tutto il mondo, che ogni anno destina l' 1% del suo fatturato - one percent for the planet - ad enti ed associazioni, rigorosamente non lucrative, che si siano distinte nella tutela dell'ambiente. Condizione tassativa per ottenere il finanziamento è che i fondi siano destinati esclusivamente a progetti di salvaguardia e tutela ambientale.

Per saperne di più
Conferenza stampa 15-12-2006 presentazione al pubblico



Il progetto

Il roccolo costituisce un significativo elemento della complessa architettura del Parco di Monza; in esso si esprime la capacità di organizzare lo spazio, la vegetazione, la tecnica, l'aspetto ludico, l'osservazione naturalistica, la conoscenza dell'avifauna per dar vita ad una attività complessa basata appunto sulla vita del roccolo. L'impianto fondamentale è costituito da un doppio filare di alberi disposti in cerchio, distanziati qualche metro l'uno dall'altro; l'essenza più frequente è il carpino, che ben si presta a questo tipo d'utilizzo in quanto facilmente adattabile all'esigenza di "modellare" e direzionare i rami. All'interno è presente un ulteriore cerchio d'alberi oltre ad arbusti di vario tipo, questi ultimi scelti in relazione alla loro capacità d'attrarre gli uccelli, sia per la forma caratteristica che per la presenza di frutti di cui questi si nutrono.

Il roccolo era finalizzato principalmente alla cattura degli uccelli con le reti, ma anche l'aspetto ludico e di socializzazione non era secondario, in quanto esso forniva ai suoi frequentatori occasioni di incontro e divertimento. Il roccolo richiede, per la sua gestione ordinaria, raffinate cognizioni botaniche e giardinistiche per l'impianto di specie adatte, per la potatura degli alberi e degli arbusti per mantenere aperto lo spazio di cattura, per adattare gli alberi alle esigenze degli uccelli che si vogliono attirare; è da ritenere una struttura naturale ed artificiale insieme, in quanto costituita da alberi e arbusti disposti secondo un preciso progetto e con precise finalità. La conservazione ed il mantenimento degli uccelli da richiamo, la stimolazione del canto, richiede una approfondita conoscenza delle specie avicole, delle loro abitudini alimentari e del canto di ciascuna specie.

All'estremità nord era presente una torretta a più piani, nella quale erano conservate le gabbie contenenti gli uccelli da richiamo e dalla quale il roccolatore poteva avere una buona visione di tutta la cinta d'alberi, per spaventare al momento opportuno gli uccelli facendo in modo che questi rimanessero intrappolati nelle reti, appositamente tese tra gli alberi del perimetro del roccolo.

vecchia immagine di caccia nel parco Nel Parco di Monza la caccia è stata praticata per lungo tempo, anche dopo l'abbandono del Parco e della Villa da Parte dei Savoia, attraverso le concessioni a privati. Pare che il roccolo sia stato gestito ed usato fino al decennio successivo alla costruzione della pista automobilistica (1922); la riserva di caccia nell'area dell'Università è stata affidata in concessione (ai sigg. Tagliabue, Gilera, Marelli) direttamente dall'Università fino agli anni 50. I concessionari pagavano un canone di concessione in cambio del diritto di caccia, sostenevano tutte le spese relative alla struttura venatoria, si preoccupavano della sorveglianza fornita da cinque guardiacaccia, i quali provvedevano anche alla gestione e manutenzione dei boschi; nella conduzione del roccolo erano coadiuvati da esperti roccolatori bergamaschi.

La presenza e la conservazione del Roccolo nel Parco di Monza è motivata da una molteplicità di ragioni.


Interesse storico
Sebbene non appartenente all'impianto ottocentesco (il roccolo era ubicato in altra posizione come si rileva dalla carta del Brenna - 1845) ha valore di memoria e testimonianza sull'uso del parco, inclusa l'attività venatoria, avvenuto in passato.

Interesse estetico paesaggistico
Il roccolo è un'architettura vegetale progettata, realizzata, conservata con precise regole e fondamenti scientifici; è di grande valore paesaggistico alla stregua di un filare, di un viale alberato, di una scenografia verde; è un impianto vegetale che caratterizza, in particolare, il paesaggio lombardo-veneto.
Merita quindi di essere conservato nel rispetto dell'impostazione originaria, purchà riqualificato e reso compatibile con il disegno complessivo e con l'attuale uso del Parco.


Interesse scientifico, didattico, ricreativo
Il roccolo può avere, indipendentemente dalla pratica venatoria e di cattura, un uso compatibile con le finalità ricreative e culturali del Parco in quanto le catture a scopo venatorio possono essere sostituite dall'attività didattica e di conoscenza diffusa, oltre che dalle osservazioni naturalistiche e scientifiche; tramite la temporanea cattura delle varie specie d'uccelli è possibile infatti effettuare attività di ricerca che prevedono l'acquisizione dei dati biometrici dell'animale, la classificazione e l'inanellamento, seguiti ovviamente da un suo rilascio immediato, il tutto in sintonia con gli svariati usi delle diverse parti del grande Parco di Monza.
La compatibilità è peraltro condizionata all'impegno alla manutenzione e conservazione dell'architettura vegetale pena il degrado e l'uso improprio come si è verificato per il roccolo negli ultimi decenni; testimonianza ne è la perdita di oltre cinquanta piante in soli sei anni, dato che lascia prevedere una rapida scomparsa di tutto l'impianto arboreo in caso di mancanza di cure e ripiantumazione.
progetto parco
mappa del parco  |    |  mappa sito  |  newsletter  |  petizioni  |  segnala il sito
 Via Raiberti 5, 20900 Monza (MB) - tel 039 382147
Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS