vai alla pagina home
vai alla pagina del chi siamo
vai alla pagina dei contatti
vai alla pagina dele nostre campagne
il parco di monza (carta d'identità)
vai alla pagina della storia del Parco
vai alla pagina che ti illustra la natura nel parco
vai alla pagina dello statuto
vai alla pagina della bibliografia
vai al sito del Comitato "la Villa Reale è anche mia
il nostro album dei ricordi
vai alla pagina dei documenti
vai alla pagina degli eventi
devastazione nell'area autodromo del parco
E' legittimo sostenere che l'autodromo costituisce un cancro che corrode irreparabilmnte il Parco di Monza.
Una ordinanza che rende giustizia.

In data 11 febbraio 2004 si è tenuta presso il Tribunale di Milano, innanzi al giudice per le indagini preliminari Piero Gamacchio, la Camera di Consiglio inerente alla opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dai legali di Giulio Fumagalli Romario, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Sias.
L'udienza era in relazione alla denuncia presentata dallo stesso Fumagalli Romario nei confronti di Bianca Montrasio, presidente del Comitato per il Parco Antonio Cederna, accusata dal presidente della società che gestisce l'autodromo, di aver offeso lo stesso per aver detto, in una puntata della trasmissione "Report" di RAI 3, che l'Autodromo rappresenta un cancro destinato a corrompere irreparabilmente il Parco di Monza a causa delle sue attività e della sua crescita incontrollata che provocano cementificazione e asfaltatura di una parte consistente delle aree verdi di un patrimonio storico e ambientale unico.

In particolare, la Montrasio rilevava l'inopportunità per l'interesse collettivo che un'area così cospicua del Parco, pari a oltre 100 ettari, venisse destinata ad usi evidentemente incompatibili con il Parco medesimo.
Il Pubblico Ministero del Tribunale di Monza, Roberto Pellicano, aveva richiesto l'archiviazione del procedimento rilevando:
  1. il diritto della Montrasio di esprimere le proprie opinioni in merito alla presenza dell'autodromo nel Parco;
  2. la non legittimità da parte del presidente della Sias di sentirsi offeso dalle affermazioni della Montrasio, avendo la stessa fatto riferimento sempre all'Autodromo e non a specifici individui ritenuti responsabili.
Dopo l'opposizione all'archiviazione da parte dei legali della Sias, l'ulteriore livello di giudizio presso il Tribunale di Milano ha ribadito l'archiviazione del procedimento, reiterando la posizione del pubblico ministero di Monza e precisando:
«Non è un caso, nà tampoco un calcolo, che durante la trasmissione televisiva che ha ospitato il suo intervento, Bianca Montrasio non nomini mai la opponente Sias [che pretende di essere il bersaglio del servizio, ma poi, in patente contraddizione con quanto assunto, precisa di avere in concessione solo un terzo del Parco di Monza!!]: in realtà, gli interessi della Sias e della Montrasio sono divergenti. L'indagata sostiene, senza eccedere i limiti della contingenza, che lo sfruttamento del mondo della Formula 1 del Parco sia esiziale per il Parco medesimo. Annota sagacemente e lucidamente con il Requirente la difesa dell'opposta che non si lamenta da parte della Montrasio la legittimità dei lavori, e, più in generale, la gestione da parte dei legittimati delle aree in concessione. Semplicemente, e lecitamente, si contesta dalla querelata l'opportunità dal punto di vista dell'interesse pubblico, delle scelte adottate dalle competenti autorità. Tali scelte, in una con i comportamenti dei tifosi durante prove e gare, sono pregiudiziali, secondo Montrasio, dell'interesse pubblico alla fruizione del Parco di Monza».

L'ordinanza in oggetto, notificata il 21 aprile 2004, conferma l'infondatezza della denuncia presentata dal presidente della Sias, dietro la quale non può non leggersi una intenzione intimidatoria non solo nei confronti della Montrasio, ma di chiunque "abbia l'ardire" di esprimere opinioni anche fortemente critiche nei confronti della presenza dell'autodromo nel Parco di Monza.

Un sentito ringraziamento all'avvocato, dottoressa Roberta Minotti del Foro di Monza, che ha così efficacemente difeso l'ingiustamente accusata.

Il Comitato per il Parco "A. Cederna"

Monza, 26 aprile 2004.



Memoria presentata da Bianca Montrasio
Mediante la presente memoria l'attrice intende confermare, integrare con ulteriori elementi informativi e ribadire la correttezza di quanto affermato nell'intervento oggetto di querela, sia in punto di diritto che in punto di fatto, sottolineando la piena validità delle affermazioni ivi rese.

Nella "Opposizione alla richiesta di archiviazione e richiesta di prosecuzione delle indagini" si sostiene che la scrivente non abbia voluto esercitare alcuna critica, bensì divulgare nell'opinione pubblica un messaggio diffamatorio sostanzialmente rinvenibile nelle affermazioni secondo cui:
  1. «l'autodromo è un cancro nel Parco …ogni volta che c'è un gran premio, c'è una corsa, c'è la presenza di persone e le piante vengono distrutte».
  2. «i lavori di modifica del tracciato…stanno provocando danni irreversibili ai 740 ettari del Parco».
In merito si precisa:
  1. Nell'intervento oggetto di querela non si fa in alcun modo riferimento a comportamenti o a responsabilità individuali, bensì si intende palesemente sottolineare il danno oggettivamente rappresentato da un impianto motoristico di grande impatto e di richiamo internazionale all'interno di un parco storico, il più grande parco storico cintato d'Europa, che per questa sua natura è particolarmente fragile e vulnerabile. Tale danno è ravvisabile principalmente in due aspetti:
    in primo luogo, nel danno che periodicamente si produce in occasione delle manifestazioni motoristiche di più ampio richiamo, a più riprese documentato, a causa della presenza di tifosi che utilizzano l'area in concessione del Parco in modo del tutto improprio aggredendo gli alberi con accette e roncole per tagliarne rami o l'intera pianta da utilizzarsi per costruire "trabattelli", piantando chiodi lunghi anche trenta centimetri nelle cortecce, accendendo fuochi nei pressi delle radici. Si tratta di danni che, in molte occasioni non ultimo il Gran Premio di quest'anno, non sono stati circoscritti all'area in concessione all'autodromo, ma hanno investito anche aree esterne, in particolare quelle limitrofe al circuito ( ad esempio l'area fra le cascine Costa Alta e Costa Bassa). Inoltre tali danni non sono da considerarsi episodici, nà circoscritti nel tempo, giacchà producono conseguenze indelebili e che si estendono a macchia d'olio. Infatti le piante che hanno subito questi danneggiamenti incivili sono facilmente aggredibili da agenti patogeni (funghi, muffe, malattie), dunque ammalorabili e la malattia può facilmente propagarsi alle piante vicine, con effetto a domino, tanto quanto avviene per le cellule tumorali. Non appare, dunque, alla scrivente, incongruo il termine "cancro" per definire l'effetto che si produce oggettivamente, e al di là di intenzioni soggettive, a causa della presenza dell'autodromo nel Parco. Inoltre, in riferimento alla piantumazione di alberelli in sostituzione degli alberi caduti, anche in questo caso l'intervistata non faceva riferimento a comportamenti censurabili di singoli, bensì ravvisava l'inopportunità di piantare alberi di dimensioni talmente ridotte da essere difficilmente distinguibili dal sottobosco e tali da essere facilmente distrutti dal pubblico che si riversa nell'area in concessione all'autodromo in occasione delle manifestazioni di maggior impatto. L'intervistata intendeva stigmatizzare come la prassi seguita per riparare i danni evidenti al patrimonio arboreo non si fosse rivelata, com'era facilmente prevedibile, la più idonea a garantire un risultato positivo e a mettere a buon frutto i consistenti sforzi finanziari sostenuti dalla comunità per restituire a quest'area del Parco, almeno in parte, il patrimonio boschivo compromesso. Dunque, non alla persona del Presidente dell'autodromo bensì a chi avrebbe dovuto meglio tutelare quest'area si rivolgeva l'intervistata nel denunciare comportamenti dei tifosi e scelte amministrative.
  2. In secondo luogo, nel danno rappresentato dalle continue modifiche che l'impianto motoristico ha subito per adeguarsi alle esigenze della tecnologia e del business della Formula 1. Nella citata intervista non si affermava in alcun modo che tali modifiche non fossero state autorizzate dalle autorità competenti. Tutt'al più si deplorava questa scelta, considerando che ci si trova all'interno di un parco protetto da un ombrello di leggi riassunte recentemente nel Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Beni culturali e ambientali che all'art.21 comma 2 recita: «Essi (i beni culturali) non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrità». La colata di asfalto e di cemento che in questi anni si è abbattuta sulla parte del Parco in concessione all'Autodromo Nazionale di Milano si configura oggettivamente come un danno irreparabile e irreversibile a parte del suo patrimonio paesaggistico e storico-artistico. Dunque, ancora una volta, non appare incongruo all'attrice il paragone con un tumore maligno che necrotizza le cellule che aggredisce. Inoltre, anche in questo caso, il danno non si è limitata all'area in concessione poichà ha contribuito a modificare radicalmente il disegno originario del parco storico, incidendo in modo irreversibile sulla natura stessa del bene oggetto di tutela.
tu qui non puoi entrare
mappa del parco  |    |  mappa sito  |  newsletter  |  petizioni  |  segnala il sito
 Via Raiberti 5, 20900 Monza (MB) - tel 039 382147
Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS